QUID EST VERITAS - Ponzio Pilato
(Consapevolezza dell’irrilevanza della verità al cospetto dell’Universo.)

New York, 11 settembre 2001 ; Madrid, 11 marzo 2004; Londra, 7 luglio 2005. Sharm el-Sheikh, 23 luglio 2005.

Non credo sia difficile immaginare sentimenti ed espressioni del personaggio storico realmente esistito. Nel formulare la domanda, avrà mantenuto un atteggiamento annoiato, contraddistinto da sguardo assente, o appena venato di compassione: chissà quanti disperati simili al personaggio, mai esistito, trascinato quel giorno al cospetto dell’autorità, avrà incontrato nel corso della sua amministrazione.

Quid est veritas.
Che cos’è la verità?

Diranno che le bombe collocate dal fanatismo religioso nascono dall’antica separazione Zarathustriana del bene dal male, che l’attacco nasce quindi da quell’intima, genetica divisione.
Libereranno ogni voce omologante, ogni opinione retribuita, ogni pensiero autorizzato.
Individueranno cos’è giusto e cos’è sbagliato.
Analizzeranno gli effetti e trascureranno le cause.
Diranno che i cattivi sono loro, che gli attacchi efferati sono orditi da gruppi minoritari che odiano o temono ogni trasformazione; gruppi incapaci di riconoscere e accettare un modo diverso e più giusto di gestire la socialità. Tirannidi. Egoismi di casta. Barbarie. Denunceranno l’unilaterale filosofia della morte. Parleranno di difesa della civiltà, della volontà della maggioranza di non cambiare lo stile di vita. Parleranno di guerre giuste, di leggi speciali, d’invasioni generose e di bombe intelligenti, che uccidono solo i malvagi. Parleranno a masse umane convinte che le conseguenze non hanno cause, non hanno storia, hanno origine dal nulla. Diranno che le bombe fra la popolazione civile sono crimini deplorevoli, e le bombe sganciate sulla popolazione civile sono per il loro bene.

Quid est veritas.
Che cos’è la verità?

Qualcuno, invece, sosterrà che le reazioni hanno un’origine. Che gruppi finanziati e istruiti per combattere il male ora continuano a farlo. Diranno che la manodopera deve, per forza di cose e per esperienze passate, avere una direzione e un progetto. Diranno che i gruppi di potere economico, finanziario, spirituale hanno sempre avuto bisogno del terrore, per condizionare e controllare la società; diranno che la paura, il dolore e la crudeltà sono da sempre i maggiori strumenti dell’ordine.
Qualcuno, invece, dirà che tutto nasce da una banale necessità economica o dalla Volontà di potenza. Qualcuno parlerà di schegge impazzite in una comunità sostanzialmente sana, oppure di follia meno vasta inserita nel corpo di una follia più vasta. Parleranno di necessaria integrazione o d’indispensabile separazione, di necessità subordinate alla produzione d’arsenali militari, di crisi interne risolvibili all’estero, di crisi estere risolvibili all’interno, di servizi segreti deviati, di potenze occulte, di uomini buoni, di uomini cattivi, di donne schiave, di democrazia, di Dio con noi e di Dio contro di noi

Parleranno di tutto, e le voci si mescoleranno e si confonderanno e svaniranno in un assoluto, inquietante, inutile, silenzioso brusio.

Forse la verità è solo una costruzione della mente dell’uomo, o forse è un disegno di Dio.
Forse la verità la organizzano determinati uomini e la subiscono altri, o forse la costruiscono tutti e la sopportano tutti.
Forse la verità è patrimonio di una ristretta cerchia di povere creature fornite di una superiore capacità d’analisi e di percezione, o forse la verità non esiste, proprio come pensava quel personaggio storico, realmente esistito, convinto che un sorriso annoiato e un velo di compassione negli occhi fossero le migliori risposte da dare ad un personaggio, mai esistito, convinto che fosse lui la verità.
Forse il Romano sapeva che un individuo oramai ridotto a ricorrere allo stratagemma dell’astrazione, è un uomo sconfitto, che tenta d’illudere se stesso e gli altri indicando percorsi e vie inesistenti, un uomo senza più vigore, che non ha più speranze d’influire sulla realtà.
Forse anche oggi, davanti a verità sfoggiate con superbia e morte seminata con gelida pianificazione, due le soluzioni: imitare presunte espressioni d’indifferenza, di noia, di compassione, oppure, un fuoco tanto grande da sradicare l’intera arroganza umana, ma così piccolo da non disturbare l’indifferenza dell’Universo.

12 agosto 2005