AUTORE                          
  



                MASSIMO PERINELLI

Nasce nel 1953 a Roma.
Nel 1972 conosce Laura, la sua Compagna di Vita, che sposa nel 1977.
Nel 1986 interrompe l'attività di agente di commercio per diventare casalingo e padre; Claudia, la figlia, nasce nel 1987.
Inizia a scrivere nel 1992,
a seguito di vicende emozionali che culminano nella raccolta di racconti "Luomo che incontrò Dio", esordio nella narrativa del 1995, edita dal Ventaglio.




La mia vita è Amore, Letteratura, Politica,  Non ho mai fatto strada nella vita  perché non ho mai ossequiato
grandezze non riconosciute poi come tali. Un individuo normale, cosciente che la consapevolezza non è patrimonio comune, ma solo rara capacità e volontà. Uno  scrittore ignorato che limita le proprie aspirazioni alla realizzazione e al rispetto di sé, al pensiero come libera occasione d'analisi e critica.
Si può, io credo, senza troppa presunzione, correre il rischio di non suscitare alcun interesse il primo giorno,
con un opera di valore, piuttosto che appassionare, ma senza domani, un pubblico ghiotto di scempiaggini.
d'altronde, io non ho cercato di dimostrare nulla; mi sono preoccupato di dipingere bene, e di ben illuminare il mio quadro.

Da "L'immoralista" di André Gide
 


E sapete voi cosa è per me "il mondo"?  Devo mostrarvelo nel mio specchio? Questo mondo è un mostro di forza, senza principio, senza fine,
una quantità di energia fissa e bronzea, che non diventa
né più grande né più piccola, che non si consuma, ma solo si trasforma
che nella sua totalità è una grandezza invariabile,
un'economia senza profitti né perdite, ma anche senza incremento, senza esteso,
ma inserito come una energia dederminata in uno spazio determinato, e non in uno spazio che in qualche punto sia "vuoto",
ma che è dappertutto pieno di forze, un gioco di forze, di onde di energia che è insieme uno e molteplice, di forze,
di onde d'energia che è insieme uno e molteplice, di forze che qui si accumulano e là diminuiscono, un mare di forze che fluiscono e si agitano
 su se stesse, in eterna trasformazione,
che scorrono in eterno a ritroso, un mondo che ritorna in anni incalcolabili, il perpetuo fluttuare delle sue forme, in evoluzione dalle più semplici alle più complesse; un mondo che da ciò che è più calmo, rigido, freddo, trapassa in ciò che è ardente, selvaggio, contraddittorio,
e poi dall'abbondanza torna di nuovo alla semplicità, dal gioco delle contraddizioni torna al gusto dell'armonia
e afferma se stesso anche nell'uguaglianza delle sue vie e dei suoi anni, e benedice se stesso come ciò che deve eternamente tornare,
come un divenire che non conosce sazietà, né disgusto, né stanchezza.

Questo mio mondo dionisiaco che si crea eternamente, che distrugge eternamente se stesso, questo mondo misterioso di voluttà,
questo mio "al di là del bene e del male", senza scopo, a meno che non si trovi uno scopo nella felicità del ciclo senza volontà,
a meno che un anello non dimostri buona volontà verso di sé

- per questo mondo volete un nome? Una soluzione per tutti i suoi enigmi? E una luce anche per voi, i più nascosti, i più forti, i più impavidi,
o uomini della mezzanotte?

Questo mondo è la volontà di potenza - nient'altro! E anche voi siete questa volontà di potenza - nient'altro!

F. Nietzsche - La volontà di potenza - Aforisma 1067